riverside1.jpgriverside2.jpgriverside3.jpgriverside4.jpgriverside5.jpg

Questo sito utilizza cookies anche di terze parti (pubblicitari, di profilazione e di tracking), per gestire autenticazione, navigazione e altre funzioni, tra le quali la memorizzazione di alcuni comportamenti e gusti degli utenti. Utilizzando questo sito, accetti l'utilizzo di queste tipologie di cookies sul tuo dispositivo.

View Privacy Policy

Come disabilitare i COOKIES

Non hai accettato i cookies sul tuo dispositivo. Questa decisione può essere modificata.

Hai accettato di impostare tutti i cookies sul tuo dispositivo. Potrai sempre modificare questa decisione.

ItaliaInWeekend.it

A Modenantiquaria anche gli straordinari tappeti delle dinastie d'Oriente

Una straordinaria selezionedi esemplari appartenenti all’epoca Mamelucca, Ottomana, Safavide, moghul . XXXII edizione di Modenantiquaria, un’occasione straordinaria per ammirare 14 tappeti, capolavori databili dal ‘400 al ‘600 esemplari unici al mondo, ‘pietre miliari’ commissionati da dinastie leggendarie.

Caserta - In occasione della XXXII edizione di Modenantiquaria, la Galleria Moshe Tabibnia, in collaborazione con BIG Broker Insurance Group / CiaccioArte, è stata invitata a realizzare una mostra, di qualità museale per qualità e rarità dei manufatti esposti.

In mostra 14 tappeti di alta epoca, appartenenti alla Collezione Zaleski / Tassara e alla collezione della Galleria Moshe Tabibnia, provenienti da quattro aree geografiche, che furono domini delle più note dinastie orientali del passato.

Un’opportunità unica per ammirare esemplari quanto mai rari, di epoca mamelucca, ottomana, safavide e moghul, datati dal XV al XVII secolo.

Due sono gli esemplari del ‘400, i più antichi esposti in quest’occasione: il Tappeto Mamelucco a medaglione ottagonale, Egitto, II metà del XV secolo, appartenente alla Galleria Moshe Tabibnia, il secondo, il Tappeto "Holbein" a piccolo disegno, proveniente dall’Anatolia occidentale, ultimo quarto del XV secolo, della Collezione Zaleski / Tassara.
Cinque sono i tappeti databili XVI secolo, tra questi il Tappeto a piccolo medaglione Ushak “Tintoretto”, Anatolia occidentale, della prima metà del ‘500 e il Tappeto ad arabeschi "Lotto" in stile kilim, sempre proveniente dall’Anatolia occidentale, dello stesso periodo, di proprietà entrambi della Galleria Moshe Tabibnia.

Alcuni vennero esposti a Milano, nella mostra del 2006 “Pietre miliari nella storia del tappeto”, altri nel 2017, in “Serenissime Trame” in Ca’ d’Oro a Venezia, contesi sovente, in questi anni, da musei ed esposizioni, vantano una ricca bibliografia, perché rimasti unici al mondo, sopravvissuti a secoli di storia, e testimoni di un Rinascimento che arrise non solo alle grandi monarchie in Europa, ma contagiò le più importanti dinastie dell’Oriente, le quattro più importanti per potere economico ed estensione, dall’Egitto all’impero ottomano, dalla Persia all’India.

_______________________________________________

Durante la DINASTIA MAMELUCCA, alla guida dellÂ’Egitto e della Siria fra il XIII e il XVI secolo, fiorirono le arti decorative: vetri smaltati, ceramiche in blu e bianco e metalli incisi e traforati. Sorsero scuole di pittura e i manoscritti erano conservati in preziose rilegature. Nella capitale, Il Cairo, sorsero numerosi edifici religiosi ed è testimoniata lÂ’esistenza di telai per la produzione di tappeti a decoro modulare geometrico, dalle decorazioni e disegni ricercati. In dipinti italiani del ‘500 sono rappresentati tappeti mamelucchi e damaschini a testimonianza del fatto che erano richiesti e contesi dalle più lussuose corti europee. I tappeti di questo gruppo, a medaglione ottagonale, con decoro a comparti e a medaglioni radiali, furono realizzati tra il XV e il XVI secolo.

Tra le più longeve ed estese la DINASTIA OTTOMANA (1299-1923) per secoli fu il centro del potere religioso e politico del mondo musulmano. Nella capitale Istanbul, conquistata da Maometto II nel 1453 che pose fine allÂ’Impero bizantino, vennero istituite biblioteche e lÂ’imperatore fu un grande mecenate. È noto dellÂ’epoca lÂ’uso di donare tappeti ad ambasciatori e viaggiatori illustri, fattore che contribuì a una grande diffusione di tappeti anatolici in Europa in aggiunta al commercio gestito dai 
mercanti delle città-stato italiane: Venezia, Genova e Firenze. La presenza di tappeti anatolici in Europa dal 1450 è testimoniata in numerosi dipinti europei. Alcune di queste tipologie sono definite oggi attraverso il nome dei pittori che li hanno rappresentati quali Bellini, Ghirlandaio, Holbein, Lotto, Memling e Tintoretto.

La DINASTIA SAFAVIDE, fu una tra le più evolute dinastie dÂ’Oriente che regnò in Persia nei secoli XVI-XVIII. Il massimo splendore si raggiunse durante il regno di ?Abbas I (1587-1629) nella cui capitale Isfahan approdavano viaggiatori, ambasciatori, mercanti e missionari. Grazie alle politiche dello Shah la seta divenne un bene di esportazione persiana. Oltre alla produzione di ceramiche e tessili, in questo periodo acquisì grande importanza la fabbricazione e lÂ’esportazione di tappeti. Le arti della miniatura e calligrafiche ebbero un notevole sviluppo durante il periodo safavide fungendo da repertori iconografici per tutte le declinazioni artistiche e artigianali. 

Infine, la DINASTIA MOGHUL con Akbar (r. 1556-1605), sovrano illuminato e raffinato amante delle arti, si estese a tutta l'India settentrionale per raggiungere il suo apogeo sotto Aurangzeb (1658-1707). I tappeti realizzati in questo periodo, pur mostrando di aver subito una grande influenza safavide, si distinguono da quelli persiani per la tendenza a perdere la centralità e la simmetria che costituisce lÂ’asse portante della composizione persiana con il risultato di un andamento più libero e naturalistico.
_________________________________________________________________

MOSHE TABIBNIA
Breve profilo biografico

Collaborazioni con grandi musei (dal British Museum, alla Ca' d'Oro e alla Fondazione Cini di Venezia, dal Museo Poldi Pezzoli alla Pinacoteca di Brera di Milano, da Palazzo Reale alla Triennale) con università di tutto il mondo (dall'Università di Oxford, all'Università degli Studi di Bergamo e Milano, allÂ’Accademia di Belle Arti di Brera), ricercatori e convegni di settore importanti (uno tra tutti l'ICOC) ed una rassegna stampa che spazia dal Financial Times alle principali testate italiane ed europee hanno reso Moshe Tabibnia punto di riferimento internazionale ed imprescindibile per i collezionisti, i colleghi galleristi, gli studiosi, che, nei suoi laboratori e centri di ricerca all'avanguardia, hanno potuto investigare genesi e storia di tessili antichi ancora inediti, rimasti ignoti per secoli.

La sede di via Brera è da venticinque anni centro aggregatore di mecenati e cultori della materia, motore primo per scelte innovative e coraggiose, nel dibattito scientifico e nelle nuove tendenze; nei cinque lustri di attività è stata in grado di assemblare collezioni significative, e può oggi vantare una collezione propria, la più imponente (per numero di opere e importanza) mai assemblata da una galleria,

Moshe Tabibnia, gallerista sui generis, mecenate, collezionista, studioso e curatore di mostre importanti, opera nel settore dell'arte tessile antica e moderna da quasi quarant'anni. Al versante dello studio e della ricerca Tabibnia dedica inesauribili energie e una curiosità che lo sprona a praticare campi sempre nuovi e a promuovere la conoscenza e la divulgazione in rami dell'arte e delle arti applicate, ancora poco esplorati.

Amante dell'arte antica e di quella contemporanea, Moshe Tabibnia ha sempre avuto l'intuizione di avanzare nella conoscenza e renderla quanto più accessibile, non solo ai collezionisti, ma a chi ancora non fosse iniziato; a questo scopo ha dedicato e dedica quotidianamente risorse importanti, e, mirando a costanti progressi a livello scientifico, continua a favorire collaborazioni con istituzioni accademiche e museali di tutto il mondo.
 
Per informazioni

Galleria Moshe Tabibnia 
tel +39 02 8051545
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
http://moshetabibnia.com